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Manto racconta “Conversazione su Tiresia”

Chiamatemi Manto. Con questo rotolo di papiro voglio parlarvi di un recente scritto incentrato sulle molteplici vite di mio padre, l’indovino Tiresia.

In una cristallina sera d’estate un grande scrittore della vostra epoca, Andrea Camilleri, vi ha accompagnato con la sua voce modulata attraverso le principali rappresentazioni mitico-letterarie di mio padre, dai racconti degli antichi alle interpretazioni più recenti: l’indovino che riceve il dono di vivere ben sette esistenze, si ritrova in realtà a vivere in eterno mutando sempre forma e significato attraverso le leggende e la letteratura.

Quella sera, tra i gradoni del Teatro greco di Siracusa sono risuonate queste parole: “ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità e solo venendo qui posso intuirla. Solo su queste pietre eterne”. Il messaggio era talmente forte che ha vibrato fino ai cuori degli spettatori e poi si è spinto oltre, fino a rivolgersi a un pubblico ben più ampio: Conversazione su Tiresia è diventato un breve scritto edito da Sellerio, è stato proiettato al cinema e il 5 marzo andrà in onda su Rai 1.

La vita di mio padre viene raccontata sin dalle sue origini tebane, vengono percorsi gli anni dell’adolescenza fino all’episodio dei due serpenti, che gli procura un repentino cambio di genere, poi è narrato il coinvolgimento nel diverbio tra Era e Zeus, l’ira dell’una e il dono dell’altro: si tratta dell’episodio cruciale, quello che definisce mio padre come indovino.

La storia si ramifica e vengono seguite le differenti versioni del mito tramandate nel corso dei secoli: il personaggio di Tiresia viene plasmato a seconda dell’epoca e secondo le ideologie correnti, viene rivisitato e rimodellato in funzione di ciò che ognuno vede nell’indovino cieco dalle molteplici esistenze. Questo percorso a tappe è condotto con ironia e con lo sguardo moderno dell’autore, che risulta essere Tiresia stesso, immerso in una nuova epoca, una nuova persona, un nuovo ruolo.

Così, attraverso la fitta trama dei continui apporti al personaggio, s’intravede l’eternità. Finché esisteranno lo studio critico e la rielaborazione innovativa, tanto un personaggio, quanto una produzione letteraria o un’opera d’arte, tutti i dolci frutti del passato, insomma, continueranno a vivere attraverso le epoche.

“Può darsi che ci rivediamo tra cent’anni in questo stesso posto. Me lo auguro. Ve lo auguro”.