Categorie
Letteratura

Gerda Taro: l’inafferrabile ragazza con la Leica

“Oggi nessuno sa più chi era Gerda Taro. Si è persa traccia persino del suo lavoro fotografico, perché Gerda era una compagna, una donna, una donna coraggiosa e libera, molto bella e molto libera, diciamo libera sotto ogni aspetto.”

 

Libera e sfuggente è La ragazza con la Leica di Helena Janeczek e i due  aggettivi sono i più indicati a descrivere la figura complessa e variegata protagonista di questo romanzo storico-biografico. Per rendere giustizia e fare emergere appieno la personalità caleidoscopica di Gerda Taro, l’autrice ha operato scelte narrative altrettanto complesse e audaci:  la breve vita di questa coraggiosa donna, morta a soli 26 anni (il 26 luglio del 1937), mentre si trovava a Brunete per fotografare la resistenza durante la guerra civile spagnola, è descritta in tre capitoli che rappresentano tre punti di vista differenti, o meglio ancora, la figura di Gerda è fotografata con tre obiettivi diversi e da tutte le angolazioni possibili, risaltando grazie a un continuo gioco di luci e ombre, tecnica che accompagna tutta la narrazione.

Attraverso i ricordi di un amico della Taro, Willy Chardack, il lettore si trova a passeggiare nella Parigi degli anni Trenta  insieme a  Gerda, Willy  e a tutti coloro che, in quanto ebrei e comunisti, si erano trovati costretti a lasciare la Germania e cercavano nella capitale francese di proseguire i loro studi e le loro vite con una spensieratezza che da lì a poco non sarebbe più stata possibile, mostrando attenzione, interesse e preoccupazione per un’ Europa in cui si rafforzavano sempre più i regimi totalitari. Willy, sebbene da sempre innamorato di Gerda, è il primo testimone del particolarissimo rapporto che nasce in quegli anni  tra la donna e Andrè Friedmann, a cui proprio la Taro diede lo pseudonimo di Robert Capa.

Il legame amoroso e professionale tra i due è messo ancora più in luce nel secondo capitolo dove Ruth Cerf, amica di Gerda fin da giovanissima, si trova a ricordare, a un anno di distanza, i difficili momenti immediatamente successivi alla morte di quest’ultima. Questa volta il lettore viaggia con Ruth, Capa e  un comune amico dei due su un treno dalla Francia alla Spagna per recuperare il corpo di Gerda; come nel capitolo precedente è l’assenza della Taro che fa emergere ancor di più la sua presenza: entrambi si colpevolizzano per la morte della donna, consci di aver avuto con lei un rapporto burrascoso e altalenante, entrambi ammaliati e allo stesso tempo turbati dalla spensierata ostinazione e avventatezza di quella donna che aveva segnato indelebilmente le loro vite.

Con il terzo capitolo e con  Georg Kuritzkes il lettore conquista l’ultimo tassello per ricostruire la figura di Gerda. L’uomo evoca, in una altalena cronologica ed emotiva di ricordi, come la sua Gerda sia passata dall’essere la ragazza mondana e a tratti frivola che aveva conosciuto a Lipsia e di cui si era innamorato, alla fotografa ostinata e coraggiosa che aveva rincontrato nel 1936 proprio in Spagna. Come far combaciare queste due immagini?

Il romanzo, fuori dall’essere un panegirico encomiastico della fotografa o un manifesto di femminismo esasperato, mette in luce le contraddizioni e le opposizioni insite nel carattere della protagonista: Gerda non è etichettabile come la compagna di Robert Capa, o la fotografa, o l’amica di Ruth, o  la piccoloborghese che si era avvicinata al partito socialista, o la donna amata da Willy e Georg, non è descrivibile per esclusione ma per inclusione: era la somma di tutti questi rapporti e molto altro.

In maniera preponderante infatti emerge nel romanzo come non siano stati solo l’ambiente politico e sociale in cui la Taro è cresciuta ad aver influito sulla sua personalità e carriera ma soprattutto quanto lei stessa abbia condizionato chi ha incrociato il suo cammino. La scelta di raccontare la vita della fotografa alternando svariati piani cronologici mostra al lettore come ognuno dei tre narratori evochi il ricordo di Gerda in un momento complicato della propria vita; Willy, Ruth e Georg sono a un bivio, devono prendere delle decisioni, fare un salto e l’unica che può supportarli in un tale momento è l’avventata e temeraria Gerda. Del resto:

” Ciascuno ricorda ciò che gli serve, quel che lo aiuta a mantenersi in sella.” 

Helena Janeczek ha realizzato la sua ragazza con la Leica attingendo a fonti storiche, documenti e archivi fotografici cercando di romanzare il meno possibile, per sua stessa ammissione, consegnando al lettore un album fotografico non “di Gerda Taro” ma ” su Gerda Taro”, sul suo modo di vivere, di vedere e di fermare la realtà in una foto.

 

 

 

Categorie
Comics Eventi Letteratura

Una giornata a “Napoli Città Libro”

Ci rendiamo conto di aver sbagliato ingresso quando sbuchiamo nella navata laterale della basilica di San Domenico Maggiore. Quel maestoso oro opaco che si mescola ai colori antichi degli affreschi e del soffitto cattura il nostro sguardo per qualche secondo. Chiediamo informazioni all’addetta ancora con gli occhi puntati sulle pareti, in alto, intorno. Ci viene indicata una scorciatoia per uscire sul cortile giusto. Lasciamo la basilica lentamente. Ed eccolo: l’ingresso del Salone del Libro e dell’Editoria a Napoli, il progetto del comitato Liber@ Arte “Napoli Città Libro” finalmente concretizzatosi.

34067471_10215997275315503_420037850109575168_n

Entriamo spedite in quello che viene detto “chiostro delle statue” e tutt’intorno la gente osserva curiosa gli ambienti, calpestando gli stessi pavimenti e oltrepassando gli stessi portici che un tempo ospitarono Tommaso D’Aquino, Giordano Bruno e Tommaso Campanella. Già dall’ambientazione scelta sembra emergere uno degli elementi preponderanti di questa manifestazione: il libro come filo conduttore tra passato e presente, uno strumento di diffusione della cultura dotato del magnifico dono dell’atemporalità.

34119546_10213774176522771_5987556444986146816_n.jpg

Subito ci imbattiamo nell’inizio della presentazione del thriller storico La città che urla segreti, di Franco Salerno, pubblicato da Guida Editori.

34093525_10215997277115548_3357775659299504128_n

Tra la folla brulicante percorriamo il cortile e ci soffermiamo qualche minuto a osservare con curiosità i laboratori didattici organizzati per i piccoli lettori, immersi tra albi illustrati, racconti e giochi.

34064631_10215997274515483_4316320486121275392_n

Saliamo al piano di sopra e davanti a noi si apre l’eden del Lettore: uno stand dopo l’altro, si svolge un orizzonte di carta che racconta di scoperte archeologiche, di dibattiti politici, di altre culture, di ecologia, d’amore, di odio, di risate, di approfondimenti sociali, di storia, di cibo, di fumetti, di filologia e di così tanto altro che una vita sola non basterebbe a contenere tutto! Come api felici su fiori profumati zigzaghiamo tra gli stand delle case editrici, chiacchierando a lungo con gli editori stessi.

 

 

Così scopriamo Delitto a regola d’arte di Giacomo Ricci, una graphic novel edita da Alòs un po’ gialla un po’ noir ambientata nella Cappella Sansevero, ispirata ai misteri da sempre legati alla controversa ed enigmatica figura del Principe e alla sua meravigliosa Cappella.

Una vivace originalità caratterizza l’Enciclopedia degli scrittori inesistenti 2.0, che sfogliamo presso lo stand della casa editrice Homo Scrivens. Si tratta di una raccolta di dettagliatissime schede su autori e correnti letterarie completamente frutto della geniale fantasia di un gruppo di scrittori.

34162890_10215997275155499_6712923786456334336_n

Edizioni di Storia e Letteratura rapisce poi la nostra anima per un tempo indefinito.

34065910_10213774179322841_3834875611680079872_n

La casa editrice Arbor Sapientiae si rivela una scoperta meravigliosa: per la qualità del catalogo e la competenza gentile della persona che la rappresenta ci conquista definitivamente.

34156913_10215997278275577_1525324323408052224_n

Lungo i corridoi, disposte lateralmente, delle teche rivelano preziose edizioni a stampa di fine Ottocento di letteratura e filosofia: dalla Storia della letteratura italiana di Francesco de Sanctis agli Scritti Filosofici di Giovanni Gentile, passando per le opere di Verga. Questi testi rappresentano la storia secolare del lavoro delle case editrici partenopee, sempre attivo e pienamente inserito nel dibattito culturale e scientifico contemporaneo.

 

 

Mentre lasciamo quelle sale ci sentiamo arricchite, sia per i racconti delle persone che abbiamo incontrato e che lavorano in questo campo con grande passione, sia per come il libro, protagonista indiscusso di tale manifestazione, sia stato messo in primo piano attraverso molteplici punti di vista.

Dopo aver cominciato a immaginare questo giorno dalla serata di presentazione (di cui abbiamo parlato qui) e aver partecipato all’iniziativa promossa dal Salone, la scoperta del laboratorio di restauro della Biblioteca Nazionale di Napoli (che raccontiamo qui), vivere finalmente Napoli Città Libro ci ha regalato un momento di felice connubio con la nostra connaturata passione.

Considerando il successo riscosso, a questo punto non vediamo l’ora di partecipare alla seconda edizione!

 

Chiara Cortese e Maria Rosaria Di Napoli

Categorie
Eventi Letteratura

“Napoli Città Libro” tra sinergia e sviluppo culturale

Sotto la pedana di legno le onde del mare si rifrangono sulla sabbia fredda. La luna illumina i grandi tendoni bianchi mossi dal vento ormai autunnale. Presso il Bagno Elena a Posillipo una varietà luminescente di persone ben vestite si accalca tra le sedie ordinate sulla pedana, cercando di prendere posto.

Il comitato Liber@arte, costituito dalle case editrici Rogiosi, Guida Editori e Alessandro Polidoro, promuove l’iniziativa socio-culturale “Napoli Città Libro”, tesa all’organizzazione di un nuovo Salone del Libro e dell’Editoria a Napoli, previsto al Complesso di San Domenico Maggiore dal 24 al 27 maggio 2018.

Un premio letterario “Napoli Città Libro 2018”, con la collaborazione della fondazione Premio Napoli, sarà incluso in questo ambizioso progetto che mira a coinvolgere il maggior numero di persone interessate.

Parole chiave della serata, infatti, sono “sinergia”, “rete”, “raccordo”: il direttore artistico Francesco Durante mette ben in evidenza quale sia la principale caratteristica di questo nuovo Salone, che dovrà rappresentare anche un momento di sintesi tra tutti i festival del territorio. “Napoli Città Libro” è configurato come uno spazio di arricchimento sociale e culturale, non solo industriale, un evento che ha Napoli come palcoscenico e luogo d’incontro per lettori e scrittori, ma soprattutto il frutto della collaborazione di tre importanti case editrici che hanno deposto l’ascia di guerra del mercato concorrenziale e hanno deciso di unire le forze.

Anche il tema monografico previsto per quest’edizione richiama l’idea di un’apertura, in particolare un coinvolgimento internazionale: “Back home”, il ritorno a casa degli autori italiani all’estero, degli scrittori meridionali che lavorano al Settentrione, e del Salone del libro a Napoli.

È stata richiamata più volte l’esperienza di “Galassia Gutenberg”, la fiera del libro napoletana spentasi lentamente nel primo decennio del Duemila, un’iniziativa che era già connotata sia dall’idea della partecipazione attiva di tutti gli appassionati , sia dall’aspetto sociologico dell’evento, evidente sin dal titolo.

Decisamente pregnante l’espressione scelta dal sindaco De Magistris nel suo intervento: lo scopo di questa nuova fiera è la “militarizzazione della città attraverso la cultura”. In riferimento a una città che è pervasa da varie forme di anarchia a un livello quasi fisiologico, e che quindi necessita di provvedimenti severi e radicali, risulta davvero interessante immaginare un intervento strutturato e profondo della Cultura, questa entità gentile e potentissima che forma, stimola e spinge all’azione.

La presentazione si conclude con l’attenzione dei presenti completamente rapita dalla voce dello scrittore Maurizio De Giovanni, che racconta magistralmente alcuni scorci dei suoi romanzi di successo. Le meravigliose note dei musicisti EbbaneSiS, Daniele La Torre e Alessia Ciccone contribuiscono a creare un’atmosfera suggestiva e cullante, accompagnata dalla spuma del mare sotto i piedi.

Foto presentazione 2