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Letteratura

Il Giardino dei Musi Eterni: una storia di animali, armonia e profondità

“Buio. Silenzio. Peso”: con questa scansione ha inizio la delicata storia de Il Giardino dei Musi Eterni di Bruno Tognolini, edito da Salani. È una progressiva presa di coscienza da parte della gatta Ginger, una successione di sensazioni nuove tra curiosità e smarrimento: l’altezzosa Maine coon, soccorsa dal pastore maremmano-abruzzese Orson, l’arcaica tartaruga terrestre Mama Kurma e il canarino Ci, si rende conto di trovarsi in un cimitero per animali, di essere morta ma allo stesso tempo ancora viva come anima, come vento, come parte del mondo che non ha concretezza e proprio per questo è eternità e ubiquità.

Tra libere attività e inni corali, nel Giardino vivono in armonia gli Àniman, le anime degli animali, legati da una profonda connessione che si dirama in tutto l’universo: gli Àniman sono aria, sono pioggia, sono sogno; gli esseri viventi possono percepirne la presenza, ma solo i ‘Saltafossi’ possono vederli e interagire con loro. Una di questi è la Nonnina, una dolce donna anziana che sfrutta tale dono per fare compagnia agli Àniman e prendersi cura del Giardino, trascurato dall’infido Custode che trama loschi progetti e minacciato dal Comune che intende abbatterlo per costruire villette a schiera su quel terreno.

Nonostante ciò, il tempo degli Àniman sembra scorrere pacifico; eppure, mentre comincia ad ambientarsi e a comprendere quella realtà, Ginger capta una preoccupazione latente tra i suoi compagni. Dopo qualche cauta indagine, scopre che alcuni Àniman sono svaniti misteriosamente e che le sparizioni diventano di volta in volta più frequenti. Entra dunque a far parte della ‘Ficcamusi Task Force’, una squadra di Àniman che, senza allarmare l’intero Giardino, cerca di scoprire in segreto cosa sta accadendo ai propri fratelli e sorelle.

Il Giardino dei Musi Eterni non è ascrivibile a un preciso genere: non è solo un romanzo per ragazzi, non è solo un romanzo per adulti, non è un giallo, né un thriller, né un’opera di fantasia. È una storia bellissima, leggera, intrigante, che spazia tra il piano del reale e quello dell’anima, che fa librare in aria e correre velocissimo insieme agli Àniman, che parla dell’interconnessione del tutto al ritmo del “tu sei tutto e tu sei tu”: un messaggio meraviglioso e profondo che ogni essere vivente dovrebbe custodire nel cuore.

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Eventi Folklore

Il giardino incantato del Natale

Anche quest’anno Salerno apre le porte al Natale con le tante luci colorate che addobbano la città ma, come è avvenuto già negli anni scorsi, non si tratta di semplici decorazioni bensì di un vero e proprio villaggio natalizio.

Ormai da tempo le luci d’artista rappresentano un aspetto peculiare della città che, durante il periodo natalizio, vanta un alto numero di visitatori da tutta Italia. Quest’anno, però, si può assistere ad alcune novità che hanno contribuito a dare un fascino maggiore all’iniziativa.

Da un lato, infatti, Salerno ha voluto rendere omaggio al proprio status di “città del mare” con l’installazione in piazza F. Gioia di luci che rappresentano un vero e proprio pantheon marino, all’interno del quale un tritone gigante sovrasta su tutti gli altri abitanti del mare, tra cui incantevoli sirene e delfini guizzanti. Basterà alzare gli occhi per ritrovarsi immersi in tutta questa distesa blu, e per un attimo ci si potrà sentire come protagonisti del celebre film Disney La Sirenetta.

Salerno Tritone

In piazza Portanova, invece, si erge il maestoso albero alto circa 30 m e sul lungo mare una colorata ruota panoramica permette di osservare dall’alto la città in fermento.

Il vero spettacolo, però, è custodito nella Villa Comunale, dove si può assistere allo “zoo che vorrei”. Al posto di carrozze e castelli fantastici, adesso sono gli animali la vera attrazione del giardino incantato.

Da quelli più comuni a quelli più esotici riescono ad affascinare i visitatori per lo scintillio e la policromia delle luci oltre che per il contrasto creato dall’accostamento di esemplari provenienti da diversi parte del mondo: dalla savana ai poli sfiorando il laghetto tropicale dei fenicotteri rosa.

Un posto magico dove sarà piacevole perdersi tra i vicoletti popolati da amabili creature fantastiche e tornare bambini per una sera.

In fondo il Natale è proprio questo: riuscire a cogliere la gioia nelle piccole cose guardando il mondo con gli occhi di un bambino.